Il settore bancario ticinese si conferma in una situazione particolare rispetto alle altre piazze finanziarie. Infatti solo sulla piazza finanziaria ticinese continuano a essere relativamente pochi gli istituti bancari che giudicano positivamente la situazione attuale degli affari. Nel nostro cantone continua a pesare la diminuzione della clientela dall’estero, inoltre, secondo i dati dell’ultima inchiesta, sempre più istituti lamentano una diminuzione della domanda interna, in particolare da parte delle aziende. In previsione i toni diventano più positivi tanto per la situazione degli affari quanto per la domanda di servizi bancari, sempre negative le proiezioni rispetto ai livelli d’impiego.

Il commento del Direttore ABT Franco Citterio

Il 2020 si è rivelato un anno particolarmente anomalo per il settore finanziario, e non solo a causa della pandemia. Da una parte le banche sono state chiamate ad aiutare le imprese, accordando svariati miliardi di crediti garantiti in massima parte dalla Confederazione per superare le fasi più delicate della crisi economica. La seconda ondata del virus sta mettendo nuovamente a dura prova la resistenza delle imprese e di conseguenza le banche stanno accantonando ingenti importi per far fronte ad una presumibile fase di recovery dei crediti.
D’altra parte, le attività di gestione patrimoniale sono state beneficiate dalle forti oscillazioni delle borse azionarie, che hanno portato importanti introiti
commissionali. Nonostante l’accordo Svizzera-Italia sui frontalieri firmato prima di Natale, rimane purtroppo fermo il dossier sull’accesso al mercato transfrontaliero e quindi non sorprendono le previsioni poco ottimistiche su affari e occupazione espresse dalla maggior parte delle banche ticinesi.

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