Il settore bancario ticinese si trova ad affrontare la significativa sfida demografica legata al ricambio generazionale. Un’indagine dell’Associazione Bancaria Ticinese (ABT) rivela infatti che circa il 43% dei collaboratori bancari ha più di 50 anni, con la generazione del baby boom che raggiungerà l’età pensionabile nei prossimi 10-15 anni. A ciò si aggiunge un contesto caratterizzato da rapide trasformazioni tecnologiche e sociali, che rendono il passaggio generazionale ancora più complesso.

Per rispondere a questa sfida, l’ABT ha avviato un progetto volto ad analizzare l’attrattività del settore bancario ticinese quale datore di lavoro per le generazioni Z e Y. L’attenzione dello studio, realizzato dal Centro Studi Villa Negroni, si focalizza in particolare sulle dinamiche legate al ricambio generazionale, esplorando strategie efficaci per attrarre e fidelizzare i talenti.

Le evidenze mostrano che non emergono differenze di valori significative tra Gen Z e Gen Y: la forza lavoro giovanile appare più omogenea di quanto narrato dagli stereotipi e orientata verso un equilibrio tra sicurezza, crescita professionale e qualità delle relazioni. Per rispondere a queste aspettative, le banche sono chiamate a rafforzare la propria Employee Value Proposition sviluppando strategie di branding credibili. Il documento evidenzia come attraverso una gestione strategica della transizione generazionale, il settore potrà mantenere la propria competitività e continuare a rappresentare un ambito professionale attrattivo.

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