Il convegno sull’evoluzione tecnologica e digitale nel mondo finanziario, organizzato il 20 marzo 2018 dall’Associazione Bancaria Ticinese (ABT) e dal Dipartimento delle finanze e dell’economia del Cantone Ticino (DFE) con la collaborazione della Città di Lugano e dell’Università della Svizzera Italiana (USI), ha attirato oltre settecento persone al Palazzo dei Congressi di Lugano, a dimostrazione dell’attualità del tema scelto per la prima edizione del Lugano Banking Day.
La giornata, introdotta da Franco Citterio (Direttore ABT), si è aperta con i discorsi dei rappresentanti delle istituzioni coinvolte. Il Sindaco di Lugano Marco Borradori e il Presidente dell’ABT Alberto Petruzzella hanno ricordato come la piazza finanziaria ticinese si trovi in una cruciale fase di transizione, da cui l’importanza, per poter essere competitivi e cogliere le opportunità legate al Fintech, di riuscire a fare sistema coinvolgendo tutti gli attori locali, dagli operatori economici all’ente pubblico al mondo accademico. Il rettore dell’USI Boas Erez ha segnalato il ruolo dell’interdisciplinarietà a livello formativo portando ad esempio alcuni progetti che l’Università sta realizzando in questo senso, potendo sfruttare anche la rete data dallo Swiss Finance Institute di cui l’USI è parte integrante.
Il Consigliere di Stato Christian Vitta ha tenuto a precisare come già in occasione delle attività del “Tavolo di lavoro sull’economia ticinese” fosse emersa l’importanza della collaborazione tra gli operatori della piazza per guardare proattivamente verso il futuro del Ticino, ricordando nel contempo le varie iniziative messe in campo dal Cantone nell’ambito della strategia di sviluppo economico per favorire lo sviluppo delle start up e delle società innovative. Il Consigliere di Stato ha infine auspicato che la recente decisione di UBS di investire in Ticino, insediando il proprio centro di competenza nell’ambito dell’intelligenza artificiale, sfruttando la presenza dell’Istituto Dalle Molle, possa fungere da apripista per altre iniziative analoghe.
Il Lugano Banking Day è stata anche l’occasione per presentare ufficialmente lo studio del Centro di Studi Bancari, realizzato grazie al supporto del DFE, denominato “Fintech: evoluzione e opportunità per il Canton Ticino”. Giuseppe Pagani ha portato all’attenzione dei presenti come il settore, seppur ancora popolato principalmente da imprese di piccole dimensioni, sia risultato più attivo e dinamico di quanto inizialmente prospettato: il numero di società individuate, che operano in ambito Fintech in Ticino, sono più di trenta. Gli ambiti che si ritiene possano fungere da locomotive per il settore a livello cantonale riguardando l’infrastruttura finanziaria, la distributed ledger technology e le attività di analytics (big data, machine learning e artificial intelligence).
Durante l’arco della giornata sono stati proposti sei workshop di approfondimento su diverse tematiche legate al mondo del Fintech, dando agli operatori la possibilità di confrontarsi in maniera concreta con diversi argomenti d’attualità. I workshop sono stati organizzati in coordinamento con società leader nel settore quali Cornèr Banca, UBS, Deloitte, KPMG, Avaloq e Swisscom.
Nel panel finale, moderato da Adrien Treccani (CEO di Metaco SA) e che ha coinvolto relatori di spicco quali Sergio Ermotti (CEO di UBS SA), Philipp Hildebrand (Vice Chairman di BlackRock), Robert Contri (Global Financial Services Leader di Deloitte) e Alexander Lipton (MIT/EPFL), ci si è focalizzati in particolare sul ruolo e sul futuro delle criptovalute e sull’importanza dell’infrastruttura tecnologica necessaria per permettere alle aziende di sviluppare le proprie strategie di tecnofinanza. Nell’ambito del dibattito con il pubblico è emersa l’importanza della credibilità per il settore finanziario e i rischi insiti a determinate iniziative in ambito Fintech, caratterizzate da un’impronta speculativa, che potrebbero minare il buon nome della piazza finanziaria svizzera. Per quanto concerne l’avvento di big player del mondo informatico in ambito bancario è stato ricordato, infine, come il settore finanziario sia altamente regolamentato e che questo potrebbe rappresentare una barriera all’entrata importante per società abituate a svilupparsi in contesti molto meno rigidi.